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Curiosità
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30 marzo 2018
consumi
PACKAGING E BANANE

PACKAGING E BANANE

Tra gli innumerevoli temi che meriterebbero una riflessione che nessuno fa (ed in particolare non la fa la sinistra, cosa che a me dispiace particolarmente) uno dei più trascurati (e credo invece che sia abbastanza importante) è quello del modo in cui produciamo e distribuiamo i beni di consumo.

Non voglio neanche addentrarmi nel problema della produzione consumista, ossia la produzione di beni volutamente non durevoli a basso costo e di bassissima qualità, che hanno invaso non solo i nostri mercati, ma letteralmente la nostra vita, perché meriterebbe una riflessione ben più approfondita.

Ci sono poi i beni perfettamente inutili, il cui unico scopo è essere venduti e che procurano al consumatore solo un fugace piacere legato al momento dell’acquisto, senza portare alcun valore aggiunto nella sua vita (fanno parte di questa categoria l’infinita serie di gadget di nessun valore che ci concediamo compulsivamente, dalle cover dei telefonini a forma di melanzana alla tredicesima sciarpa che compri per metterla dentro un cassetto e non rivederla più).

Insomma, in generale produciamo troppo e produciamo male per un mondo che consuma troppo e consuma male.

Quello però che mi manda letteralmente fuori dai gangheri è vedere che tutto questo visibilio di prodotti da quattro soldi è protetto e fasciato da enormi quantità di packaging, costituito da plastica, polistirolo e cellophane, nella maggior parte dei casi neanche riciclabili, destinati a finire nel secchio della spazzatura, seguiti, da lì a poco dal loro contenuto.

Faccio un esempio che mi sembra particolarmente clamoroso e che riguarda addirittura i prodotti alimentari.

Da diverso tempo si vanno diffondendo sui banchi dei freschi i cosiddetti preconfezionati, ossia prodotti freschi chiusi in vaschette di polistirolo con un film di cellophane. Ho visto vaschette utilizzate per tre banane o tre carciofi di numero o per una fetta miserrima di gorgonzola

A cosa è servito, allora, obbligare, i distributori ad utilizzare buste di tipo biodegradabile?

Fatevi un favore. Comprate la frutta e la verdura sciolta e pesatevela per conto vostro; protestate con il vostro supermercato; se ce l’avete disponibile andata a comprare la frutta in qualche mercato a filiera corta o almeno in qualche magazzino. Spesso fanno sconti e la roba costa meno e, a volte, ti danno perfino i sacchetti di carta.


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permalink | inviato da long fellow il 30/3/2018 alle 15:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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