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Curiosità
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9 settembre 2018
POLITICA
UN MINISTRINO PER TUTTE LE STAGIONI

Un ministrino per tutte le stagioni.

Come era facile prevedere la conclusione della vicenda dell'ILVA di Taranto ha messo il ministrino Di Maio in qualche difficoltà. Il nostro, infatti, pur avendo portato a casa un accordo per molti versi buono, si trova ora a doversi giustificare con i Tarantini, ai quali il suo partito aveva promesso che la fabbrica sarebbe stata chiusa, ma che tutti avrebbero trovato lavoro nella bonifica, nella riconversione, nelle nuove imprese di green economy che sarebbero spuntate come funghi al posto dell'insostenibile acciaieria e che, forse, la terra avrebbe dato latte e miele.

Ora il giovane Luigino si trova a dover fare i conti con un altro problema, quasi altrettanto scottante, che è la TAP, ossia il nuovo gasdotto proveniente dall'Azerbaigian che dovrebbe emergere dal mare a Melendugno, che, per uno scherzo del destino cinico e baro, si trova a pochi chilometri da Taranto.

In proposito riporto le dichiarazioni del ministrino pubblicate da Repubblica, alle quali faccio seguire una mia traduzione dal politichese, lingua per la quale il Di Maio mostra una naturale ed eccellente propensione.

Dichiarazione originale:

Di Maio ha detto che "per ora, in questi giorni, non c'è un accordo tra M5S e Lega sul tema Tap. Questo è un governo inaspettato, che ha due forze politiche attorno a un contratto. E' chiaro che presto lo dovremmo trovare e lo potremmo trovare, come ha detto il presidente Conte, solo attraverso il dialogo con le associazioni locali, la città di Melendugno, il sindaco di Melendugno, le associazioni che rappresentano quella battaglia, la regione e tutti coloro che per anni ha studiato quel dossier. L'ottica è sempre quella di garantire l'ascolto delle comunità".

Traduzione:

Di Maio ha detto che “non so che pesci prendere, perchè, da quando sono al ministero ho avuto modo di parlare con gente che ci capisce davvero, invece che con certi guru mezzi matti che ho frequentato negli ultimi anni e ho capito che la TAP serve a questo paese come il pane. Ora sto escogitando, dato che sono furbino come un volpacchiotto, un modo per farla ingoiare a quelli di Melendugno e la cosa più semplice è dare la colpa alla Lega. In ogni modo, come ho fatto dire al presidente Conte, dovremo intortare i Melendugnesi con un po' di chiacchiere, magari promettendo alle associazioni locali, alla città di Melendugno, al sindaco e a chi altri abbia qualcosa da ridire, qualche compensazione, tanto per evitare che ci prendano a sassate. Alla fine ascolteremo la comunità, ma, come abbiamo fatto a Taranto, faremo come cavolo ci pare”.

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