.
Annunci online

Rubriche
Link
Cerca

Feed

Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

Curiosità
blog letto 1 volte


29 marzo 2018
POLITICA
CITTADINO PRODUTTORE

Cittadino produttore


Ancora non abbiamo un governo e siamo ben lontani dall'avere il famoso reddito di cittadinanza che Beppe Grillo butta la palla più in là pubblicando un post nel quale si immagina una sorta di reddito universale,  o reddito di base incondizionato, percepito da tutti per diritto di nascita, a prescindere dal fatto che uno lavori o no.

Personalmente sospetto che anche il reddito di cittadinanza, in un paese dove ci sono vaste aree nelle quali non c’è domanda di lavoro (in altre parole non ci sono posti di lavoro disponibili) potrebbe trasformarsi in un aiuto assistenzialista di breve respiro.

Il reddito universale proposto da Grillo (con un riflesso più da futurologo che da politico) si basa sul presupposto che si producono anche troppi beni (e questo è assolutamente vero) e che lavoriamo troppo in proporzione alla reale incidenza e produttivitá del nostro lavoro (e anche questo è vero).

Il corollario di questa teoria (ma questa è una mia deduzione) è che, essendo ancora necessario l’intervento dell’uomo nella produzione, nella societá del futuro (in particolare in un paese economicamente e culturalmente povero) si creerebbero due caste: la prima che partecipa alla produzione ed ha in mano le chiavi della tecnologia, della scienza e, indirettamente, dell’ informazione e della cultura; la seconda composta da meri consumatori con una mentalitá parassitaria, che perderebbero ogni stimolo al miglioramento per sé e per i propri figli e che, forse, sarebbero spinti a procreare per percepire un maggiore numero di redditi.

Forse.

Ma forse sto andando fuori dal seminato. Forse sono di malumore e ho dormito male. Forse sto facendo fantascienza. Forse.

13 marzo 2018
POLITICA
Le cause

LE CAUSE

Un mio caro amico, che purtroppo mi definisce uno pseudo intellettuale di sinistra del cavolo (lui non dice cavolo) mi faceva notare che il famoso reddito di cittadinanza proposto dai 5 Stelle non sarà una soluzione perfetta al problema della povertà, in particolare nel sud, dove vive lui, ma almeno è una soluzione comprensibile, di fronte al grigiore amministrativo e burocratico di una sinistra e di una politica in generale che non dà più risposte a nessuno.

Credo che abbia ragione, ovviamente. E se non siamo capaci di dare risposte è perché, purtroppo, non siamo più capaci di vedere i problemi e di interrogarci sulla loro origine.

A 150 anni e passa dall’unità d’Italia non siamo ancora stati capaci di metabolizzare un concetto molto semplice, e cioè che il ritardo nello sviluppo economico del meridione è diretta e logica conseguenza di politiche assistenzialiste che, semplicemente, sono il veleno che ha intossicato quel pezzo della nostra società.

Il problema dello sviluppo (del meridione come di altre aree arretrate o nelle quali sono in corso processi di deindustrializzazione) lo si risolve se si fanno investimenti nella rete infrastrutturale e telematica, nelle scuole, nelle università, negli ospedali. Solo così si possono attrarre investimenti e, di conseguenza, stimolare processi di sviluppo endogeno.

Un altro problema molto serio che affligge e limita il nostro sviluppo è il livello penosamente basso degli stipendi dei lavoratori in settori produttivi quali l’artigianato o l’agricoltura, tanto che molti italiani preferiscono affidarsi al sussidio di disoccupazione, alla cassa integrazione e ad altre forme assistenzialiste di sostegno al reddito piuttosto che accettare un lavoro sottopagato (non è un caso se nel nostro paese coesistono un grave problema di disoccupazione ed un grave problema di gestione dell’immigrazione).

Uno strumento come il reddito di cittadinanza, sul quale di per sé si potrebbe discutere, funziona se c’è un presupposto, ossia che chi lo percepisce abbia la ragionevole prospettiva di ottenere un posto di lavoro dignitoso e adeguatamente pagato. Dove questo posto di lavoro non c’è il reddito di cittadinanza rischia di essere l’ennesima pezzetta calda con la quale si allevia una sofferenza della quale non si curano le cause.

sfoglia
  




IL CANNOCCHIALE