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17 agosto 2018
POLITICA
LONGFELLOW E LA VARICELLA
Longfellow e la varicella

Su questa storia dei vaccini, che sarebbe incredibile se non fosse vera, vorrei raccontare un breve episodio che mi riguarda personalmente e che, forse, può essere utile a qualcuno.

Quando nacque mia figlia le facemmo fare tutti i vaccini obbligatori. Tra questi, all'epoca (si parla del 2007) non c'era il vaccino contro la varicella. Mia moglie ed io, entrambi convinti sostenitori dell'importanza dei vaccini, pensammo che quello contro la varicella, poiché non era obbligatorio, non fosse neanche necessario. A sostenerci in questa convinzione contribuiva il fatto che entrambi avevamo avuto la varicella da piccoli e l'avevamo superata senza particolari traumi. Come molti altri, insomma, pensavamo che la varicella fosse una malattia poco pericolosa e che, forse, non valeva la pena di vaccinare la bambina contro di essa.

Purtroppo sbagliavamo.

Durante il primo anno di asilo mia figlia, come era facile immaginare, si prese la varicella alla prima epidemia che si diffuse nelle scuole. All'inizio sembrava che il decorso fosse normale: un po' di febbriciattola, qualche crosticina. Il pediatra ci disse, semplicememte, di tenerla al caldo e di aspettare che passasse, trattando semmai la febbre con un antipiretico per bambini. Dopo alcuni giorni, però, la situazione peggiorò. La febbre salì sopra i 38 gradi e le crosticine, invece di guarire, presero ad allargarsi divenendo, in alcuni casi, delle vere e proprie piaghe. Ricordo, con particolare orrore, due di queste piaghe, estese e simmetriche, che si presentarono nella zona del pube, vicine ai genitali.

A quel punto, ovviamente, richiamammo il pediatra, che prescrisse un antivirale. Il risultato fu che la mia bambina passò una settimana in uno stato di grande sofferenza, quasi senza mangiare e con la febbre, mentre i suoi improvvidi genitori si disperavano per il fatto di non averla fatta vaccinare.

Il dottore ci disse che la varicella si presenta raramente in una forma così aggressiva e che nostra figlia aveva avuto sfortuna.

Da quest'anno il vaccino contro la varicella è obbligatorio per i nuovi nati, ma coloro che non l'hanno ancora fatto e non hanno avuto la malattia possono vaccinarsi, risparmiandosi, se va bene, qualche giorno di letto che potrebbe essere più proficuamente utilizzato per cose più utili e divertenti e, se va male, una brutta settimana di patimenti e una lunga convalescenza come quelle toccate a mia figlia.

In ogni caso date retta ai medici e lasciate perdere i ciarlatani che blaterano su internet. Su questa roba non si scherza. Mi raccomando.


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