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Curiosità
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7 settembre 2018
DI MAIO VS. DI MAIO

DI MAIO VS. DI MAIO

Giunge da Taranto la notizia della chiusura dell'accordo con Arcelor Mittal per il rilancio della produzione dell'acciaio.

Poiché vivo in una città dove è presente una grande acciaieria, che sta attraversando anch'essa anni di gravissima crisi e poiché metà dei miei amici e parenti (compresa mia moglie) lavorano nella siderurgia, sono particolarmente sensibile a questo tema e mi ha fatto piacere sapere che quelle diecimila e settecento famiglie di operai (non di milionari o possidenti terrieri) avranno un'altra possibilità e non si perderanno nella povertà e nella disperazione.

L'accordo firmato è stato, tra l'altro, migliorato rispetto a quello annunciato da Calenda ed offre, in cambio di un maggiore impegno economico dello Stato, garanzie più forti sul piano occupazionale e della tutela ambientale.

Un accordo, dunque, voluto da Renzi e Gentiloni, gestito da Calenda e migliorato da Di Maio, in sostanziale continuità.

Per una volta ci sarebbe da congratularsi con il nostro giovane Ministro delle Attività Produttive (il ministrino), se non fosse che il primo a prendere le distanze dall'accordo è lui stesso, sostenendo, in sostanza, di essere stato obbligato a firmarlo perchè la gara di vendita era illegittima (???) ma non si poteva anullare (???).

La verità, che però il nostro, come spesso gli capita, si guarda bene dal dire, è che la posizione del Movimento 5 Stelle, e, in particolare, di quello di Taranto, era favorevole alla chiusura della fabbrica e alla sua riconversione dell'intera area (da attuarsi chissà in quali tempi e con quali risorse) alla green economy.

Il ministrino, però, era perfettamente cosciente che questa soluzione era impraticabile, tanto che, sia in campagna elettorale che nel famoso contratto di governo, non ha mai parlato di chiusura, ma si è limitato ad una supercazzola in perfetto politichese. E, per una volta, va pure bene così.

Ora vorrei che quelli del Movimento che volevano la chiusura dicessero cosa pensano dell'accordo. Che si esprimano, che pubblichino sul blog delle stelle il loro pensiero.

Scommettiamo che non succederà?

E Beppe Grillo? 

Il nostro guru di fiducia, alcune settimane fa, si era espresso sull'argomento auspicando la riconversione dell'area sul modello della Ruhr, con i gasometri trasformati in piscine e le ciminiere in palestre per l'arrampicata.

Anche lui, soprattutto lui, dovrebbe dire che cosa pensa dell'accordo. Se lo ritiene un buon risultato o no. Invece sul suo blog il tema (al momento in cui scrivo) viene bellamente ignorato e si continua a parlare di massimi sistemi, come se il maestro e fondatore si fosse già bello e che stancato del giocattolo che ha costruito e messo in moto.

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